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Blog » 2015 » Marzo » 19 » Sergio Di Cori Modigliani : Io sono un pastore maremmano. E voi come vi sentite?
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Sergio Di Cori Modigliani : Io sono un pastore maremmano. E voi come vi sentite?

Posted on mar 18, 2015 by

“Non è vero che bisogna aspettare un avviso di garanzia per dimettersi. Il nuovo Pd credo che non difenderà più casi di questo genere. Se un ministro sapeva, e ha mentito, questo è un piccolo problema, ma se sostiene che non sapeva è anche peggio”.
Matteo Renzi. Firenze 10 Luglio 2013

pastore maremmano- bruzzeseLa questione Lupi è un’occasione d’oro da non perdere.
Per tutti.
Soprattutto per due soggetti politici: il Movimento cinque stelle, inteso come partito rappresentato a livello parlamentare dentro le istituzioni, e per l’intera cittadinanza impotente, ovvero tutti noi che ogni giorno assistiamo sgomenti, avviliti e increduli, all’ignominia che l’attuale classe dirigente politica ha elevato al rango di Norma Comune.
E’ un’ottima occasione perché poggia su un fatto che non va sottovalutato.
Il ministro Maurizio Lupi non è stato denunciato e non è oggetto di indagine. Se così fosse, infatti, ci troveremmo già tutti immersi nella solita brodaglia mediatica con risse tra giustizialisti e garantisti: una colossale perdita di tempo.
E’ anche peregrino e, a questo punto aggiungerei, una vera e propria presa per i fondelli, ascoltare la frase consueta “prima di giudicare è bene attendere tutti e tre i gradi di giudizio”, ecc.
Il punto è un altro: la misura è colma.
Noi cittadini privi di strumenti adeguati, privi di rappresentanza, privi di legalità, e anche direi privi di garanzie democratiche, sappiamo molto bene quale sia la posta in gioco, che non è, come incita a pensare la cupola mediatica, una questione che va affrontata e risolta in sede politica, che tradotto significa: ce la vediamo tra di noi -i dieci che contano davvero- e ci pensiamo noi a fare i conti, quando avremo preso una decisione ve lo faremo sapere; bensì si tratta di una questione esistenziale e civile, quindi extra-politica, che riguarda tutti noi.
E’ un’occasione ghiotta, da non perdere.
C’è la possibilità di far evolvere il paese verso una democrazia matura, adulta.
C’è la possibilità, e l’opportunità, di mostrare e dimostrare la nostra insopprimibile voglia di normalità.
E’ nel nome di questo principio che noi cittadini dobbiamo chiedere l’allontanamento dalla vita politica pubblica del ministro Maurizio Lupi. Non ha nessuna importanza che lui non sia legalmente e/o penalmente coinvolto. Non si tratta di questo.
Si tratta di superare la faziosità tra innocentisti e colpevolisti, introducendo il concetto di “normalità”, anche da noi in Italia.
Non bastano le dimissioni, perché lo scandalo non è legato a fatti penali.
E’ uno scandalo dell’Etica, e come tale va trattato.
C’è ancora tempo per il M5s, la più grande forza d’opposizione parlamentare nel paese, per prendere l’occasione al volo: attivarsi e mobilitarsi per pretendere l’immediato allontanamento del ministro Maurizio Lupi, perché….perché sì.
Per negligenza, per inadempienza, per inadeguatezza, per distrazione, per mancanza di senso della vigilanza, per assenza di esercizio della responsabilità individuale riguardo alla propria mansione. Per averci messo in imbarazzo.
Anzi, la domanda è: perché no?
Non dovrebbero essere neppure chieste le spiegazioni.
Non riguarda la magistratura né il Diritto, riguarda la nostra dignità.
E’ così che avviene la svolta, l’inizio di quella rivoluzione culturale tanto auspicata e vagheggiata da tutti (a parole): manifestando un atto civile che diventa espressione dell’esistenza della soggettività attiva della cittadinanza.
Nel 2013, Beppe Grillo chiese e ottenne un enorme, affettuoso, amorevole credito di fiducia da parte di 9 milioni di cittadini esasperati, avviliti, vilipesi, indignati. “Tutti a casa” fu lo slogan, allora, autentico collante psico-sociale che fece tremare i palazzi del potere.
A casa, finora, se ne sono andati soltanto gli esodati, i licenziati e i disoccupati, almeno hanno ancora un posto dove andare a ripararsi.
La svolta è questa: cominciare a pretendere che vengano cancellati dalla scena pubblica non solo i corrotti ma anche gli inetti, gli incapaci, i negligenti. Cominciare a farli sentire inadeguati.
Ma la massa italiana, si sa, è composta per lo più da parolieri parolai.
E’ ancora vera la geniale definizione di Indro Montanelli nel 1975: l’italiano è un popolo di pecore anarchiche.
Le pecore, quando vanno al pascolo hanno bisogno del pastore che le guidi, ma per difenderle e allertarle c’è un altro animale come loro: il cane.
Fare politica significa oggi interpretare il proprio ruolo pensando di essere dei pastori maremmani: solidi, fedeli, leali, instancabili nel tenere insieme le pecore, consapevoli del proprio compito, dotati di un grandioso senso dell’orientamento e in grado di difendere e salvaguardare il gregge dai lupi.
L’attuale classe dirigente, sia politica che imprenditoriale, ha superato ogni limite di decenza accettabile: sta accompagnando il gregge laddove la muta dei lupi si concentra per organizzare la definitiva carneficina etica e morale del paese.
Facciamo sentire in qualche modo la nostra voce, la nostra presenza, la nostra ferma e inattaccabile volontà a cambiare qualcosa.

Views: 358 | Added by: Antonella | Rating: 0.0/0
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