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Blog » 2015 » Gennaio » 26 » Stefano Greco – L’attualità della lotta di classe
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Stefano Greco – L’attualità della lotta di classe

Esistono  ancora le categorie  destra e sinistra ? Lapidariamente affermerei di si, ma da quale punto di vista vogliamo definire le differenze sostanziali ? Sul piano filosofico, storiografico, politico, etico-morale, economico, antropologico, sociologico oppure culturale ? Sono tutti ambiti in cui il pensiero, in senso lato, ha prodotto nell’arco della storia umana  processi, o meglio, modelli di riferimento ascrivibili a categorie ideologiche assai differenti. Da Spartaco a Guevara, da Dionisio alla Thatcher sono infiniti gli esempi di individui che hanno incarnato pensieri e opere ascrivibili al concetto contemporaneo di destra e sinistra, pensieri e opere che hanno sempre marcato differenze lontane tra loro distanze siderali. Per necessità di sintesi, rischiando la banalità si può dire che:

  • il darvinismo sociale, il primato del Capitalismo, il diritto di sfruttamento dell’uomo e delle risorse dell’ambiente sono sempre stati cavalli di battaglia della destra,
  • l’ emancipazione libertaria di ogni uomo, la solidarietà, l’ uguaglianza dei diritti e dei doveri, la condivisione di mezzi e  fini sono sempre stati valori ed obiettivi espressi dalla sinistra.

Differenze chiare, inoppugnabili che determinano i confini tra i valori a cui ogni individuo aderisce differentemente sviluppando la propria coscienza civile e morale.

Oggi come oggi si fa invece strada con successo, nelle società occidentali, la tendenza ad annullare le differenze ideologiche in nome di una visione esistenziale basata quasi esclusivamente sui processi di sviluppo economico. E’ un’idea largamente condivisa da una certa destra e una certa sinistra, un fenomeno politico che ha incominciato a farsi strada già alla fine degli anni 70, proprio in seno alla sinistra, con la metamorfosi del PCI e dei sindacati. Non esiste più nell’analisi di taluni storici, politologi ed economisti di area “progressista”  la condizione della lotta di classe, pertanto a cosa servono le contrapposizioni ideologiche se prevalgono obiettivi comuni tra le classi sociali? Questo  fenomeno di “revisionismo” ideologico-culturale anche in Italia tende ad imporre una sorta di pensiero unico che mette in evidenza solo differenze di ordine formale ed estetico, i governi di larghe intese e la concertazione sindacale  ne sono una drammatica dimostrazione. Nella realtà Il capitalismo e il liberalismo  hanno storicamente fallito, l’attuale crisi economica mette in evidenza l’inconsistenza oggettiva di un modello di sviluppo che non garantisci più neanche la plusvalenza, ma soprattutto il molok del profitto. Ma il sistema e il potere capitalista è riuscito ad autoimmunizzarsi dalla malattia che ha generato riproducendo nuove forme e nuovi meccanismi di sfruttamento che gli garantiscono la sopravvivenza, una palingenesi del sistema che continua ad essere pagata a caro prezzo da miliardi di donne e uomini trattati come merce e numeri, fatti invece di carne, sangue, idee e speranze e di un inalienabile diritto alla felicità. 1% e 99% rappresentano l’incredibile forbice che divide la ricchezza planetaria tra paesi ricchi e paesi poveri. Finché ci saranno sfruttati e sfruttatori esisterà la lotta di classe e la lotta di classe marcherà, senza se e senza ma, la differenza tra destra e sinistra.

Stefano Greco

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