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Blog » 2015 » Aprile » 13 » uso a lungo termine di anti-psicotici
20:51
uso a lungo termine di anti-psicotici

Ancora dopo decenni si continuano a separare dei cuccioli dalle loro madri fin da poche ore dopo il parto per infliggere un trauma mentale sui malcapitati animali. Questi esperimenti continuano ad essere finanziati e condotti anche se sono irrilevanti per la malattia mentale umana.

SUICIDI DI BAMBINI E ADOLESCENTI TRATTATI CON ANTIDEPRESSIVI.

Un nuovo studio del Dott. Mark Olfson (Collegio di Medicina della Columbia University e New York State Psychiatric Institute) sui motivi dei suicidi infantili rafforzano le evidenze del rapporto fra tentati - e riusciti - suicidi di bambini e adolescenti ed il loro trattamento con antidepressivi.

Luca Poma, Portavoce nazionale di "Giù le Mani dai Bambini"® - ha dichiarato: "(...) I produttori condizionano quotidianamente la ricerca, pubblicando solo gli studi favorevoli al profilo commerciale degli psicofarmaci, studi finanziati da loro: ogni qual volta la ricerca universitaria davvero indipendente si attiva, vengono evidenziati chissà perché risultati esattamente opposti. L'utilizzo disinvolto di questi farmaci psicoattivi su bambini ed adolescenti è assolutamente da censurare: chi non lo fa e tace davanti a queste evidenze scientifiche si assumerà la responsabilità di questi suicidi e di ogni altro eventuale danno cagionato ai bambini italiani". (rif. 1)

Psicofarmaci ai bambini - The Huffington Post - 1 settembre 2010
Al giorno d’oggi la somministrazione di farmaci psicoattivi (psicofarmaci) ai bambini (6-17 anni), è troppo comune e cresce con una cadenza allarmante. Questi farmaci spesso causano l’effetto opposto a quanto si era inteso, e condannano il bambino ad una vita infelice e alla malattia. La loro prescrizione servirebbe a trattare gli “squilibri chimici” che, si dice, siano la causa di ADHD (Disturbo di Attenzione), depressione e disturbo bipolare, ma in realtà è proprio l'uso improprio di questi farmaci a causare diversi squilibri chimici, che a loro volta provocano disturbi mentali, molti dei quali sono sia permanenti che debilitanti.

In aggiunta è ormai evidente che stiamo di fatto diagnosticando come disturbi mentali il normale comportamento di bambini e adolescenti (ma i bambini non dovrebbero essere pieni di energia? e non è normale per un adolescente essere lunatico e distaccato?). Questa diagnosi non si basa solo su questa concezione di "squilibri chimici", ma anche su un’idea generale e pervasiva che ogni comportamento non accettabile sia dovuto ad una malattia mentale. E per ultimo, ma certamente non meno importante, la prescrizione di questi farmaci da parte dei medici è basata su informazione fornita dalle autorità e dall’industria farmaceutica, informazione spesso sostenuta da studi fraudolenti, il cui fine è solo quello di fare soldi sulle teste dei nostri figli.

In una recente conferenza, il rispettabile giornalista, scrittore e candidato al Premio Nobel, Robert Whitaker (PBS, Boston, 15 giugno 2010) ha evidenziato non solo la non scientificità della metodologia utilizzata nello sviluppo, prescrizione e uso di psicofarmaci nei bambini in età scolare, ma anche come siano irrimediabilmente corrotti e fallimentari i sistemi che dovrebbero regolamentare la sicurezza dei medicinali in questo paese (USA).

Inevitabilmente, le aziende farmaceutiche esistono per creare profitto. Il loro successo non si basa dunque sull'utilità di un farmaco o la sicurezza dei suoi prodotti. Il percorso per aumentare i profitti è semplice: trovare nuovi impieghi per i loro vecchi farmaci, inventarne di nuovi e trovare nuovi mercati per entrambi i farmaci, vecchi e nuovi.
Purtroppo, i bambini sono il nuovo mercato di oggi.

Le autorità, per approvare un nuovo farmaco, richiedono uno studio che ne provi l’efficacia e la non pericolosità. "Studio" è spesso un termine improprio, dato che la parola implica una qualche imparzialità e un risultato a priori sconosciuto.

Questi "studi" spesso sono più simili ad un procedere a tentativi: in uno di questi, corruzione e disonestà sono stati la regola.
I bambini che hanno risposto al placebo sono stati rimossi dai dati, considerandoli come se avessero risposto negativamente al farmaco vero e proprio. Ciò significava che gli unici bambini che sono rimasti nel gruppo di studio sono stati i cosiddetti "positivi alla reazione." E, per di più, i ricercatori il cui “fondo di ricerca” era finanziato dal produttore del farmaco, decidevano quali fossero i soggetti che rispondevano ‘positivamente’ al trattamento.

Questo, naturalmente, è un enorme conflitto di interessi in quanto ricercatori e industria farmaceutica hanno come unico obiettivo l’approvazione del farmaco da parte dell’autorità.

In un articolo pubblicato nel 2004 su Lancet, forse la più prestigiosa rivista medica britannica, ha detto che gli studi utilizzati per fornire la prova dell’utilità di molti farmaci anti-depressivi nei bambini erano "niente altro che frodi." In seguito a tale valutazione, l'uso su bambini di questi anti-depressivi è stato vietato in Gran Bretagna.

Il danno reale causato dall'uso di farmaci anti-depressivi conosciuti come SSRI (Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina: Prozac, Zoloft, Seroxat ecc.) su bambini in età scolare si trova solo in studi legittimi e più lunghi come quelli che continuano dai 17 mesi ai sei anni. In uno di questi studi, il 25 per cento dei bambini “bi-polari” che erano stati trattati con SSRI per tre anni, sono stati riesaminati e diagnosticati con un disturbo ben più grave della malattia Bi-polare. Questo numero è aumentato a 50 per cento dopo sei anni di uso del farmaco SSRI.

L'uso a lungo termine di nuovi anti-psicotici può portare a problemi molto più gravi rispetto alla malattia iniziale; diabete, obesità e morte prematura sono stati tutti legati all'uso di questi farmaci. [...] (rif. 2)

Ma insomma, che razza di medicamenti son questi, che invece di guarire o proteggere, ammalano, menomano e spesso uccidono? Sono tutti medicamenti sperimentati preventivamente su milioni di animali di varie specie, come impone un «Legislatore» succube dell'Industria più lucrosa e perniciosa al mondo.

E che razza di «autorità sanitarie» sono queste, alle quali ovviamente sta più a cuore il bene dell'industria che non la salute pubblica?

E che cosa pensare di uno Stato che non solo tollera tale situazione, ma la impone, a detrimento del popolo che viene tenuto all'oscuro della verità, e mediante una organizzazione sanitaria strutturata a tal uopo viene incoraggiato a un consumo sempre maggiore di farmaci deleteri?
https://www.facebook.com/HansRueschPerlaAbolizioneDellaVivisezioneOra/photos/a.487759637968554.1073741837.469925656418619/543088519102332/?type=3&permPage=1

A.D.H.D. "Il Disturbo da deficit d'attenzione ed iperattività"
Attention Deficit Hyperactivity Disorder:
https://www.facebook.com/HansRueschPerlaAbolizioneDellaVivisezioneOra/photos/a.504882349589616.1073741840.469925656418619/507877495956768/?type=3&theater

Il vivisettore Prof. Harry F. Harlow, direttore del Centro di primati dell'Università di Wisconsin, USA escogita il seguente esperimento "psicologico":
56 scimpanzé neonati sono stati tolti alla madre e ognuno è stato mantenuto per 5-6 anni in isolamento completo, senza vedere alcun essere vivente.
Attraverso spioncini a senso unico gli «scienziati» ne osservano il comportamento: «L'animale si morde e si graffia a sangue». (rif. 3)

É stato diffuso un video che mostra le torture subite da alcuni cuccioli di scimmia dentro ai laboratori del National Institutes of Health.
Esistono documenti, centinaia di fotografie, e più di 500 ore di video ad alta definizione mai visti prima presi all'interno del National Institutes of Health (NIH) struttura in Maryland, indicando l'abuso psicologico continuo su cuccioli di scimmie in esperimenti disgustosamente crudeli e arcaici che sono stati finanziati da più di 30 milioni di dollari solo negli ultimi sette anni.

Ogni anno, da 40 a 60 cuccioli di scimmie sono nati in questa struttura NIH, molti volutamente allevati per essere geneticamente predisposti alla malattia mentale. La metà delle scimmie che nascono ogni anno sono separati dalle loro madri a poche ore dalla nascita e mai riuniti. Ad alcuni cuccioli sono dati una bottiglia d'acqua e un panno ricoperto come una madre "surrogata". Come per i precedenti esperimenti psicologici sulle scimmie praticati da Harry Harlow e dal suo studente Stephen Suomi (nel 1950, '60, e '70 diventati tristemente famosi per la loro crudeltà - crearono ad es. il "pozzo della disperazione").

Succede ancora dopo decenni: cuccioli privati delle madri fin da poche ore dopo il parto per provare quanto possano soffrire psicologicamente.
Lo scopo degli esperimenti è quello di infliggere un trauma mentale sui cuccioli senza madre e indurli a soffrire di intensa paura, aggressività, depressione e ansia e altre malattie fisiche e mentali, comportamenti autodistruttivi come mordersi, automutilarsi e strapparsi i capelli.
Alcuni cuccioli sono chiusi in piccole gabbie con le madri sedate su un seggiolino per auto: i cuccioli terrorizzati urlano, piangono, si muovono e scuotono freneticamente le madri, che addormentate, non possono quindi rispondere. Durante un esperimento una madre cerca disperatamente di rimanere sveglia per consolare il figlio e questo provoca la risata dei vivisettori.

In alcuni studi vengono introdotti dei serpenti finti nelle gabbie delle scimmiette che temono per natura i rettili.
Esistono inoltre le "camere spavento", gabbie in cui le scimmiette vengono terrorizzate dagli sperimentatori con rumori molto forti, che causano le grida degli animali che cercano inutilmente di nascondersi o fuggire.
Alcune scimmie hanno dei dispositivi avvitati ai crani affinché gli sperimentatori possano iniettare loro una varietà di farmaci tra cui il Prozac. Ad altre scimmie vengono iniettate grosse dosi di etanolo per trasformarle deliberatamente in alcoliste e aumentare in loro ansia, aggressività, depressione e isolamento sociale.

La vera follia è infliggere delle inutili torture agli animali.
Questi esperimenti non aiutano gli esseri umani ma continuano ad essere finanziati e condotti anche se sono [...] irrilevanti per la malattia mentale umana e anche se gli sperimentatori stessi hanno ammesso che il lavoro non è applicabile al nostro trattamento dei disturbi del cervello e dei traumi psicologici umani.

In una delle loro recenti pubblicazioni sulle scimmie giovani che hanno ricevuto il Prozac per curare la loro malattia mentale indotta in laboratorio, gli sperimentatori hanno scritto:

"[...] eventuali risultati di studi comportamentali e biochimici nelle scimmie e altri animali non sono replicati negli esseri umani. Pertanto, questo studio non può affrontare direttamente la sicurezza e l'efficacia di farmaci anti-depressivi in bambini e adolescenti con disturbi psichiatrici. [...] Questo modello animale della separazione materna non è mai stato convalidato come una misura di efficacia del farmaco negli esseri umani.... L'unico modo per sapere definitivamente se i farmaci anti-depressivi funzionano nell'uomo sarebbe di studiare la nostra specie ".

Si devono adottare i metodi veramente scientifici:
Studi epidemiologici, le moderne tecniche di scansione cerebrale, e studi genetici con volontari umani sono già in uso in altri laboratori per studiare le connessioni tra geni, lo stress nei primi anni di vita, e lo sviluppo e il trattamento della malattia mentale negli esseri umani. Questi metodi sono etici ed effettivamente rilevanti per le persone che soffrono di disturbi psicologici. (rif. 3a)

Giù le Mani dai Bambini®, in una lettera inviata [...] alle istituzioni, ha richiesto all’Aifa e al Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin uno sforzo maggiore, nell’interesse dei più piccoli: «Oggi si festeggia la Giornata Mondiale dell’Infanzia, un’iniziativa che ha come scopo proprio quello sollecitare la massima attenzione possibile sui più deboli tra noi, i bambini: perché non aggiungere agli strumenti di controllo già oggi utilizzati anche un sistema per il controllo di efficacia di questi farmaci? Di cosa si ha paura: di scoprire che in realtà non è ‘sedando’ un bambino che si risolvono i suoi problemi? E perché non estendere gli strumenti di controllo e di misurazione dell’efficacia non solo agli psicofarmaci utilizzati per l’iperattività e il deficit di attenzione, ma anche a quelli somministrati per la depressione e per gli altri disturbi di comportamento, che ad oggi possono essere prescritti magari con disinvoltura, senza venire segnalati sul registro nazionale di controllo?
A queste semplici domande – afferma Poma – l’intero Ministero per la Salute pare non sapere che cosa rispondere, mentre rischia di portare su di sé la grave responsabilità di un’azione di medicalizzazione in grado di condizionare il futuro delle nuove generazioni italiane».

«Stupiscono poi le straordinarie doti da camaleonte di centri di ricerca e cura come l’Istituto Mario Negri di Milano, che si sveglia all’alba del 2015 dichiarando che le percentuali di incidenza dell’iperattività e deficit di attenzione nei bambini (“sindrome ADHD”) sono di molto inferiori alle medie altissime che – su pressione delle multinazionali farmaceutiche, che a scopo di profitto alterano sistematicamente i dati delle ricerche con raffinate operazioni di disease mongering – vengono dichiarate in USA e in altre nazioni.
I ricercatori del Mario Negri in passato sostennero a spada tratta i risultati del Progetto di indagine Prisma, che dichiarava numeri folli, quasi un milione di bambini italiani potenziali destinatari di terapie a base di psicofarmaci, e si bevvero serenamente la propaganda pro-farmaco dei produttori. Oggi, ben 10 anni dopo, scoprono l’acqua calda: l’ADHD è sovra-diagnosticata ovunque nel mondo, consapevolezza che in Giù le Mani dai Bambini® abbiamo da sempre e che è talmente evidente da poter essere negata solo da chi è in mala fede.

Ora il Mario Negri potrebbe fare un altro straordinario ‘salto di consapevolezza’: ci sono oltre 300 studi scientifici che dimostrano che iperattività e disattenzione sono sintomi presenti in moltissime patologie infantili. Quando la smetteremo – conclude Poma – di curare come malati psichiatrici bambini che hanno tutt’altri problemi, che non devono e non possono essere risolti a colpi di psicofarmaci e anfetamine?». (rif. 4)

Non c'è crisi per le organizzazioni vivisezionistiche che sanno stare al gioco. (Leggasi a tale proposito l'articolo "Seveso anno uno" apparso su Panorama, il 28-6-77). Camilla Cederna in un articolo sull'Espresso : "Persino i dotti dell'Istituto Mario Negri, ben pagati per questo, hanno deciso che il rischio è minimo, dichiarando che "esiste un livello accettabile" di diossina ... In cambio della stupefacente trovata del "livello accettabile" l'Istituto Negri riceverà dalla Regione attrezzature per 400 milioni ...". E c'è dell'altro:
https://www.facebook.com/HansRueschPerlaAbolizioneDellaVivisezioneOra/photos/a.487759637968554.1073741837.469925656418619/506939246050593/?type=3&src

Le uniche prove valide sono quelle cliniche, che andrebbero fatte con prudenza. Le «estese prove di laboratorio» [...] sono quelle che si fanno sugli animali, e sono fallaci; tuttavia autorizzano le ditte farmaceutiche a inondare il mercato con nuovi prodotti il cui vero effetto sull'uomo il tempo soltanto rivelerà. Quindi le turbe mentali che spinsero i primi vivisettori del secolo scorso a formare generazioni di discepoli per i quali la "ricerca" medica era sinonimo di sperimentazione animale, non sono da sole responsabili del dilagare di una pratica barbara che si maschera da scienza.
Col passare del tempo, agli esperimenti inequivocabilmente ispirati al sadismo oppure capaci di avanzare una carriera, si sono aggiunti quelli che potevano assicurare pingui profitti.
E dal momento della scoperta che attraverso la tortura degli animali c'era da guadagnare più danaro che con qualsiasi altra attività, non ci fu più scampo per quelle sfortunate creature. (rif. 5)

Di seguito una anticipazione dell'inchiesta che andrà in onda su Report e che mostra in esclusiva quello che accadeva all’interno della sala di emodinamica del Policlinico di Modena nel corso delle cosiddette “ sperimentazioni fantasma”. Il filmato riguarda fatti accaduti tra il 2009 e il 2011. (rif. 6)

Secondo il Procuratore Lucia Musti e il sostituto Marco Nicolini, che hanno coordinato una complessa indagine condotta dai Nas di Parma, in quegli anni il prof. Massimo Giuseppe Sangiorgi e il primario di cardiologia Maria Grazia Modena avrebbero messo in piedi con i soldi delle aziende farmaceutiche una struttura di masterandi e specializzandi finalizzata ad effettuare degli studi all’insaputa del Policlinico, del Comitato Etico e degli stessi pazienti. Il professor Massimo Sangiorgi, un’eccellenza della cardiologia, aveva fondato delle Onlus con lo scopo di mascherare i suoi rapporti con le aziende farmaceutiche, con le quali aveva contratti per promuovere prodotti che poi venivano utilizzati sui pazienti nel corso delle sperimentazioni.
Per effettuare ricerca all’interno del Policlinico aveva fondato con il primario Maria Grazia Modena, una onlus ad hoc, la E2C. Il 23 febbraio scorso il Tribunale, accogliendo l’impianto accusatorio dei pm, ha condannato con rito abbreviato la professoressa Maria Grazia Modena a 4 anni di reclusione e a 5 di interdizione ai pubblici uffici con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla truffa, al falso e all’abuso di ufficio. Rinviato a giudizio con una trentina tra dottori e manager delle 12 aziende farmaceutiche coinvolte, anche il Professor Massimo Sangiorgi. Nell’inchiesta di Report a firma di Sigfrido Ranucci, (...), verranno mostrati gli altri filmati delle sperimentazioni clandestine e ricostruita tutta la vicenda.

Nell'anteprima dell'inchiesta: il prof. Massimo Giuseppe Sangiorgi documentava con dei video le sue sperimentazioni. Il filmato mostra inoltre che l'entusiasmo per le sperimentazioni di Sangiorgi aveva suscitato "un insolito clima di euforia" in una situazione dove invece il paziente richiederebbe su di sé il massimo dell'attenzione. (rif. 6b)

Un "INSOLITO CLIMA DI EUFORIA" che rimanda alla memoria i ripetuti comportamenti di individui desensibilizzati e istruiti dal dogma antiscientifico della vivisezione.

All'Università di Tulane, a New Orleans, USA:"La scimmietta tenta di mordere la mano dello «scienziato», che se la ride: la sua mano è protetta da un guantone. Un po' di solletico sotto l'ascella della vittima dovrebbe sollevarle il morale, o perlomeno contribuire al buonumore dello sperimentatore." (rif. 7)

Al centro delle ricerche sui traumi cranici dell'Università della Pennsylvania nel luglio del 1984 i vivisettori si divertono mentre sbeffeggiano un babbuino prossimo a subire una frattura cranica:. Il video vi dà la rara possibilità di vedere e udire i "ricercatori" stessi mentre eseguono la loro pseudoricerca e vi rivelano soltanto l'incredibile crudeltà e inutilità di queste azioni ma anche la brutalità e l'insensibilità di questi individui induriti da anni di esperimenti vivisezionistici. (rif. 8)

Francois Dejardin non è dei nostri giorni, ma lo è un documento pubblicato dal governo americano, stranamente intitolato Trattamento umanitario degli animali usati nella ricerca (Humane Treatment of Animals Used in Research: Hearings before a Subcommittee of the Commitee on Interstate and Foreign Commerce, House of Representatives. U.S. Government Printing Office, Washington, D.C.), col resoconto completo di un'inchiesta condotta nel settembre 1962 da un comitato della Camera dei Deputati. La parola sadismo vi echeggiò di frequente da parte dei numerosi testimoni convocati, appartenenti al governo, agli atenei, all'industria. Tutti i testimoni sono nominati nel documento ufficiale, che consta di ben 375 pagine fitte di stampa. (rif. 8b)

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